BFH, BERNA SVIZZERA
Scuola universitaria professionale di Berna

Applicazione della luce UV-B per il controllo dei patogeni
Sui cetrioli nella produzione in serra
Applicazione della luce UV-B per il controllo dell’oidio del cetriolo nella produzione in serra
Articolo collegato alla tesi di laurea magistrale di André Wêndabo Kientega. Sottoposto al Dr. Fabio Mascher. Zollikofen, 30 ottobre 2025.
Riassunto
L’oidio, causato principalmente da Podosphaera xanthii, rappresenta un vincolo importante nella produzione di cetriolo (Cucumis sativus L.) in serra e può provocare perdite di resa fino al 50%. I metodi di lotta convenzionali si basano sull’impiego di zolfo e di fungicidi di sintesi, il che solleva preoccupazioni per la contaminazione dell’ambiente, i rischi per la salute e lo sviluppo di resistenze.
Questo studio ha valutato un prototipo di diodo a emissione di luce (LED) che emette nell’ultravioletto B (UV-B) a 310 nm come alternativa sostenibile per il controllo della malattia, mediante l’inattivazione diretta del patogeno e l’induzione delle difese delle piante. Sono state condotte due prove in fitotrone, una prova in serra sperimentale e una prova in serra commerciale per valutare l’efficacia del dispositivo e i rischi di fitotossicità.
In condizioni controllate, una dose di UV-B di (confidenziale) mJ·cm⁻² non ha provocato alcun sintomo di fitotossicità, convalidando così tale dose per le successive prove in serra. Nella serra sperimentale, la sola irradiazione UV-B ha permesso di ridurre la malattia con un’efficacia equivalente alle applicazioni convenzionali di zolfo (84,6%), mentre una strategia integrata che combinava UV-B e una riduzione del 50% dello zolfo ha permesso di mantenere una protezione completa delle piante.
Nella serra commerciale non è stato possibile quantificare la pressione della malattia a causa dell’assenza di inoculazione e di una bassa pressione naturale della malattia. I frutti trattati con UV-B non presentavano differenze rispetto ai controlli per quanto riguarda le proprietà antimicrobiche e la capacità di cicatrizzazione dopo il taglio.
Questi risultati confermano che la tecnologia UV-B può contribuire alla protezione delle colture senza impatti negativi sulla qualità post-raccolta dei frutti, sostenendone così l’integrazione nei programmi di gestione sostenibile delle malattie nella coltivazione protetta del cetriolo.